Vi è mai capitato di sentirvi come se steste camminando in un prato in collina? Nonostante l'assenza di ostacoli visivi attorno a voi, non riuscite a vedere più in là di una ventina di metri perchè la cresta del prato vi impedisce di vedere al di là di essa e il punto più lontano che potete vedere è la cresta stessa verso cui state procedendo.
Pur non vedendo nulla di ciò che sarà, vi sentite che dietro quel limite qualcosa vi aspetta; non sapete se è una cosa buona o una cosa terribile, avete solo il sentore che qualcosa di nuovo sta per capitarvi. Così vi guardate attorno e capite che il panorama che vi ha accompagnato per questa parte del tragitto sta per cambiare.
La consapevolezza della svolta che avvertite incombente, vi suscita una serie di emozioni, anche molto contrastanti, dato che siete totalmente all'oscuro di ciò che avverrà.
Così vi sentite strani: terrorizzati per il cambiamento, eccitati per la cuoriosità, impauriti per l'ignoto, malinconici per ciò che state per lasciare, elettrici per la forza del nuovo che sentite arrivare.
Magari la punta della cresta è ancora lontana, ma le conseguenze della sua prossimità si fanno sentire molto prima; diciamo che in questa condizione la concezione spazio temporale va un po' a farsi benedire.
In poche parole: non sapete cosa, non sapete come, non sapete perchè e non sapete quando arriverete in cima e passerete la soglia.
E dopo? Altra salita? Nuova discesa? Mare?
L'importante è andare avanti.
Un post appost per salutare il nostro nipponico amico Teo, per dirgli che ci manca tanto e che deve tenere duro nella lotta d'amore contro le OAM, che forse non sono pronte per tutta la simpatia e il fascino che quest'uomo sprigiona.
A parte gli scherzi, ci spiace se sei giù Teo, ma sappiamo che passerà presto e tornerai a goderti questa avventura che stai vivendo e che ti piace tanto, pure troppo...
Infatti siamo un pò preoccupati, ci pare che il buon Botto stia troppo bene li in Giappone e promuoviamo quindi la petizione per obbligare Botto a tornare a Torino tra di noi, in mezzo a tutti gli amici che ha conquistato in questi anni.
Aspetto mile commenti e firme per la nostra causa, passate il link a parenti e amici al grido di "VOGLIAMO BOTTO!!!"
postato da : COMITATO PRO RITORNO BOTTO ALLA MADREPATRIA
Il pellegrinaggio, si sà, richiede sforzo, fatica e sacrificio e solo con un buon serbatoio di pazienza si può arrivare alla fine con un ricordo positivo. Il pellegrinaggio a Loreto della scorsa settimana in occasione del raduno dei giovani italiani non è da meno. Per chi non avesse idea di cosa ciò comporti vi dò un breve schizzo di come si svolge:
Solitamente questi tipi di pellegrinaggio (Giornate mondiali della gioventù in testa) comportano un viaggio che si trasforma in un odissea: a Colonia è stato il viaggio di andata, a Loreto quello di ritorno! 11 ore per fare un tragitto che solitamente ne richiede 7 e tutto questo anche grazie al GP di San Marino del motomondiale, all'ultimo rientro estivo dal mare e alla fine del blocco domenicale dei TIR. Partiti alle 16.45 da Recanati arrivammo a Giaveno alle 4 di mattina. Fortunatamente le ultime ore le abbiam passate a ridere del campionario di facce e di pose assurde che i dormienti assumevano sul mezzo di locomozione.
L'ospitalità delle famiglie ospitanti è stata enorme, anche la generosità dei ragazzi di Amndola (provincia di Fermo) non ha paragone, senza contare la prodigalità è l'impegno di Don Paolo che si è fatto in quattro per organizzare tutto. Il soggiorno ad Amandola è stato indimenticabile... ognuno è riuscito a trarne qualcosa, chi un accento marchigiano da paura, chi una maggiore conoscenza dei liquori locali, chi un primo approccio al piemontese, chi una ragazza...
Ma la vera bellezza di questi pellegrinaggi risiede tutta nella due giorni finali che più o meno si svolgono così:
Sabato mattina sveglia presto e partenza per la spianata, cercando di fare il più in fretta possibile per accaparrarsi i posti migliori; arrivo al parcheggio e inizio del lungo tragitto a piedi (6km in questo caso) per arrivare alla spianata. Quando le forze iniziano a ridursi fermata al gazebo ristorazione per il ritiro delle sacche termiche contenenti il cibo per il weekend. Ovviamente va uno solo a far la coda e prende per tutti: questa volta ho deciso di immolarmi io (ero il più vecchio tra i giovani... meglio il sacrificio del vecchio per la vita del giovane) e dopo un'ora e mezza di coda, tra gli spintoni generali e i ragazzi della Diocesi di Capua che stavano dando in escandescenze riesco a prendere il cibo. Da lì ultimo km e mezzo a piedi per arrivare ed accorgersi che il nostro settore era pieno. Allora ingaggia la lotta contro quelli che tenevano il posto per altri 50 circa che erano andati a prendere il pranzo (e chi siamo noi? I figli della serva?) e quando ci riusciamo a sistemare ecco che ti accorgi che il sole picchia davvero. Dopo un paio d'ore vedi la gente iniziare ad andare in fibrillazione per l'arrivo imminente del Santo Padre. Questa volta non mi sono fatto fregare e sono riuscito a vederlo da due metri (credo anche di aver preso di striscio una sua benedizione). Dopo di che inizia la veglia; il casino e la quantità di persone rendono quasi impossibile la concentrazione spirituale, cosicchè si segue la cerimonia a spizzichi e mozzichi si arriva alla sera; dopo un pasto frugale inizia ll concerto con i fuochi: daverro tutto molto emozionante! però arrivata la notte arriva il problema più urgente: la toilette, ovverosia "Dio mio aiutami a trovare un buco un po' nascosto dove poter porre fine a questi dolori tipo parto". I più furbi sanno che il prato di fronte è la panacea a tutti i mali, sicchè dopo lo scarico si arriva stremati al proprio posto per dormire. La stanchezza ti permette di ignorare la scomodità del dormire per terra e del faro puntato contro... e anche dei simpatici rompicoglioni che non hanno sonno e si divertono a fare gli scherzi (ma mi sono ampiamente vendicato). Ma se c'è una cosa che non sopporto, che non riesco a mandare giù sono i Neocatecumeni! Sono fratelli nella fede, però quando alle 4.30 di notte iniziano a pregare e cantare CON L'UTILIZZO DELL'ALTOPARLANTE in mezzo alla gente che dorme (tra cui il sottoscritto), riescono a mandarti proprio fuori dalla Grazia di Dio! Ma pregare in silenzio non è peccato, anzi! Comunque dopo questa esperienza incredibile il giorno dopo è stata una passeggiata a parte il caldo bestiale.
Mi congedo ricordando comunque che nonostante la grande stanchezza, questi eventi ti lasciano dentro una grandissima carica ma soprattutto un segno bellissimo.
Il gruppo di Neocatecumeni di Roma, notate il signore con il gilet che quando si metteva gli occhiali da sole era la copia spudorata di Joliet Jake alias John Belushi!
Il vostro amichevole Zappo di quartiere.
PS: ricordatevi che non è importante se ti fai 4 spinelli, ne basta uno solo per poi arrivare presto a 4! E POI LA VITA NON E' COME QUELLA DEL MULINO BIANCO!!!
PS2: A quanto pare il Botto sta facendo furore e sfracelli in Giappone, andate a controllare per toccare con mano!
così Mario è contento! sono Ale, sono al lavoro per le famose e famigerate 150 ore! il lavoro è quello che tutti voi studentessi universitari conoscete bene e cioè l'accettazione domande al centro immatricolazioni!!
quest'anno la storia è un pò diversa e il lavoro è facilitato ma siamo sempre noi che informiamo le povere neo-matricole che proprio quel giorno, quello in cui si sono svegliati all'alba, hanno fatto una pre-immatricolazione sentendosi dire che era sbagliata 500 volte, hanno fatto coda EDISU per scoprire che COL CAVOLO gliela avrebbero data la borsa di studio, hanno quindi pagato una schioppiettata di tasse, si sono accorti che hanno sbagliato a fotocopiare i documenti, hanno girato mezzo mondo per trovare un tabaccaio aperto per rifare le fotocopie, hanno avuto la loro matricola e sperano di poter andare a casa già stufi della loro vita da universitari, proprio in quel giorno e senza neanche potersi sistemare un minimo, devono accomodarsi di là a FARE LA FOTO PER IL LIBRETTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Un velo di terrore misto a rassegnazione segna i loro volti perchè si accorgono che porteranno il ricordo di quella orribile giornata ad ogni esame per almeno tre anni!
Ecco l'ennesima vittima di questo sistema diabolico... e pensare che prima di entrare al padiglione era una bellissima ragazza.
con un misto di allegria, eccitazione, tristezza, commozione (anche cerebrale), onomatopee e cavolfiori, vi annuncio che il carissimo Dottor Botto è partito per il Giappone. Il nostro caro eroe starà in quel del Sol Levante per circa 6 settimane. Dal sottoscritto e da Alessandra un caro saluto e soprattutto un in bocca al lupo perchè non è mai facile affrontare una nuova realtà, soprattutto se si trova dall'altra parte del mondo. Vai Teo, tu sì che spacchi i culi!
Ma non è tutto, il partente ha deciso di aprire un blog in cui racconterà vita morte e miracoli suoi e del suo viaggio; potete trovare il link nella lista qui a sinistra, il link esteso è:
"Ascolta bacarospo, ecco il mio consiglio sulle femmine: non appioppare soprannomi come Dumbo o dirigibile, chiedi sempre le ricevute, questo ti da l'aria dell'uomo d'affari."
Lo so, mi ero ripromesso di non postare finchè non lo avessero fatto Teo o Ale, ma stasera mi sentivo ispirato e non me la sentivo di tradire quella povera musa che ha avuto pietà di me e che mi ha lanciato questa scintilla.
Ho appena finito di vedere Hitch e una ridda di pensieri si è scatenata nella mia mente: "che culo!" direte voi, ma ciò non toglie che io li condivida con voi. Vedere il povero Will Smith (che nell'ultima scena del film esegue un paio di passi di danza alla Willy il principe di Bel Air, che Dio lo benedica) arrabattarsi per aiutare gli uomini a conquistare le donne della loro vita quando in realtà anche lui si rende conto di sapere ben poco sulle donne, mi ha dato da pensare. Per prima cosa mi ha fatto pensare alle ragazze che si lamentano che non riescono mai a trovare l'uomo giusto; che si aspettano sempre tutto il contrario di ciò che la natura gli offre e non vedono che hanno degli splendidi esempi di ragazzi accanto a loro che valgono tanto oro quanto pesano. Mi ha fatto pensare alle ragazze che si lamentano che gli uomini non sanno loro cosa vogliono e cosa desiderano, quando poi in realtà, se ci riflettono un pò, neanche loro stesse lo sanno bene (siete cosìììììììì, dolcemente complicate...).
Ma nonostante tutto ciò, gli uomini, un pò per follia, un pò per masochismo, un pò per inguaribile spirito di competizione e di sfida, si lanciano sempre in quella strana cosa che è il corteggiamento, perchè si sa che tra tutti gli esseri viventi a questo mondo, la "cattura" di una donna è sempre l'obiettivo più ambizioso e più ambito.
E così ho visto ragazzi buttarsi in quest'avventura e uscirne scottati, ma pronti a rituffarcisi il prima possibile. Ho visto ragazzi vuoti mirare ad una sveltina e riuscire nel loro intento e ragazzi meravigliosi mirare a qualcosa di serio e venire continuamente frustrati dal fallimento. Ed è proprio qui che ti rendi conto che l'amore o il corteggiamento non sono una scienza esatta, e allora via a tutte le teorie del caso: prima credi che le donne in realtà abbiano bisogno di una persona che le ascolti, che le tratti come regine, perchè credi che questo siano; poi magari ti ricredi e inizi a pensare che le donne siano tutte stronze (eccezion fatta ovviamente per tutte le donne della propria famiglia) e dai ragione ad Aldo credendo che Marco Ferradini sia davvero il Guru dell'amore. Così, alla domanda "Cosa ti dicono le ragazze?" un mio amico rispose: "Mi dicono che sono bravo, che con me si può sempre parlare e che sono un vero amico... Dovevo nascere pezzo di merda dico io!".
Più uno si addentra in questa scienza empirica e più si trova spaesato; così capitò anche a me: dopo alcune riflessioni in materia, quando pensavo di aver trovato il bandolo della matassa, una mia amica un giorno mi disse: "Beh puoi anche essere simpatico, carino e dolce, ma se non c'è quel qualcosa in più, quel brivido di attrazione anche fisica, non succederà mai nulla!" e allora tutto si fece confuso, e le uniche parole che ricordo sono sole, cuore e MANGIA CHE E' BUONO MANGIA CHE E' BUONO MANGIA CHE E' BUONO! Tutto il resto è nebbia.
Il vostro amichevole Zappo di quartiere
PS: chiederei a chiunque commenti di esortare a gran voce Teo ed Ale a scrivere un post anche loro, sicuramente faranno meglio di me!
"Le persone tendono a trovare cause agli avvenimenti e quello che varia è solo ciò che designano come causa. In parte c'è la tendenza ad attribuire una relazione causale ogniqualvolta due cose avvengono in successione. Se eseguo una qualche azione A poco prima di un qualche risultato R, concludo che A deve aver causato R, anche se [...] non c'è in realtà nessun rapporto tra i due. Le cose si complicano quando intendiamo che un'azione produca un certo risultato e questo non succede, soprattutto se abbiamo eseguito l'azione attraverso qualche meccanismo intermedio.
A chi diamo la colpa dell'insuccesso? La riposta non è chiara. La psicologia della colpa (più esattamente, dell'attribuzione) è complessa e non del tutto chiara. In parte sembra doverci essere un rapporto causale percepito fra la cosa cui si attribuisce la colpa e il risultato. La parola percepito è cruciale: il rapporto causale non necessariamente esiste; bisogna semplicemente che la persona pensi di sì. Talvolta noi attribuiamo la responsabilità a cose che non avevano niente a che fare con l'azione. E talvolta ignoriamo il vero responsabile. Un aspetto centrale nell'attribuzione di colpa è che spesso abbiamo scarse informazioni su cui basare il giudizio, e quelle poche che abbiamo possono essere sbagliate.
[...]
Cosa piuttosto interessante, la tendenza comune ad assumersi la colpa degli insuccessi nell'uso di oggetti quotidiani contraddice la tendenza normale nell'attribuzione della colpa. In generale, sappiamo infatti che le persone attribuiscono i propri problemi all'ambiente, quelli degli altri alla personalità di costoro.
[...]
Sembra naturale che le persone incolpino dei loro guai l'ambiente esterno. Altrettanto naturale sembra attribuire i guai degli altri alla loro personalità. Esattamente il contrario, fra parentesi, succede quando le cose vanno bene. In quei casi, la gente ne dà il merito alla propria personalità e intelligenza ("Ho fatto proprio un buon lavoro oggi; non c'è da stupirsi se abbiamo portato a termine l'incarico così presto e bene"). Gli spettatori fanno l'opposto. Quando vedono che a qualcun altro le cose vanno bene, attribuiscono tutto il merito al caso e all'ambiente: "Joan ha avuto proprio fortuna oggi. Per l'appunto era lì quando è arrivato il capo e così si è preso tutto il merito del lavoro fatto. Certa gente ha tutte le fortune". In ogni caso, quando una persona si addossa indebitamente la colpa dell'incapacità di far funzionare oggetti semplici, o attribuisce a sproposito un certo comportamento a fattori ambientali o di personalità, è all'opera un modello mentale difettoso.
[...]
Gli stessi processi che ci rendono creativi e intuitivi, permettendoci di cogliere rapporti fra cose apparentemente sconnesse, che ci lasciano saltare a conclusioni giuste in base a dati parziali o addirittura difettosi, ci conducono anche all'errore. La nostra capacità di generalizzare a partire da scarse informazioni è enormemente utile nelle situazioni nuove; ma a volte generalizziamo troppo alla svelta, classificando una situazione nuova come simile a una vecchia, quando, in realtà, ci sono discrepanze significative. Le generalizzazioni sbagliate possono essere difficili da scoprire, tanto più da eliminare."
E chi se ne frega direte voi! Non avete tutti i torti, ma sentivo il dovere di rendervi partecipi di questo mio momento affascinante. Affascinante non perchè mio, ma per la situazione in sè. I cinefili di ultima generazione assoceranno l'argomento di questo post con il famoso film di Brizzi; una precisazione è d'obbligo: per quanto la matura sia un momento importante della vita, diventa quasi una bazzecola per chi deve dare l'ennesimo esame universitario... e poi diciamoci la verità, per quanto sia divertente il film, sinceramente la notte prima degli scritti io mi sono guardato un film, ho guardato un po il cielo stellato (anche perchè in casa faceva un caldo di morte), mi sono scolato mezza bottiglia di Ballantines perchè non avevo sonno e alla fine sono andato a dormire (mezzo sverso dai)... beh sono cose che fanno tutti prima del tema di maturità... anche perchè nel XXI sec. hanno inventato molti altri metodi più scaltri per fottere il sistema.
E questa notte non assomiglia neanche lontanamente a quella descritta nella canzone di Venditti... magari fosse così... anche se una domanda mi sorge spontanea... ma Venditti si è mai diplomato?
Ve la racconto io la notte prima degli esami: ti ritrovi a ripassare le ultime cose, lanci qualche preghiera ma non sei in panico per l'esame in sè perchè ormai sei straabituato, l'unica cosa che ti scazza è dover fare quest'ennesima cosa che ti occupa tutti i pensieri e dici: "Ma porca vacca ancora esami! Che palle vediamo di toglierci questo fastidio una volta per tutte!" L'universitario non si caga sotto il giorno prima perchè ormai, molto filosoficamente, ha interiorizzato che tanto il giorno dopo può succedere di tutto, nel bene o nel male.
Domani ho un esame... forse è meglio che vada a dormire! Nel frattempo diamoci la carica con questo!
In bocca al lupo
Il vostro amichevole Zappo di quartiere... al primo post della sua vita!